4 April 2025

Toscana: previsti oltre 1,2 milioni di pernottamenti nel periodo delle festività

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Uno scorcio di Firenze

Presenze nelle strutture ricettive +1,2% rispetto al 2022, con oltre 1,2 milioni di pernottamenti durante le festività. Stranieri in crescita e italiani in leggero calo. Previsioni positive per città e centri d’arte. Questi i trend principali messi in evidenza dalla consueta indagine realizzata dal Centro Studi Turistici di Firenze, per Toscana Promozione Turistica, su un campione di 548 imprenditori della ricettività. Nello studio anche una stima del consuntivo 2023 che si chiude con un +5,9% in confronto al 2022.

«Numeri che ancora una volta ribadiscono la grande forza attrattiva della Toscana – spiegano il presidente Eugenio Giani e l’assessore a Economia e turismo, Leonardo Marras -. Le stime del Centro Studi Turistici confermano un trend positivo anche per il periodo festivo e soprattutto un avvicinamento ai numeri pre-pandemia del movimento complessivo 2023. E questo nonostante inflazione, incertezze della congiuntura economica e tensioni generate dai conflitti. E’ doveroso constatare come il lavoro di operatori e soggetti del settore, in collaborazione con l’agenzia regionale Toscana Promozione Turistica, stia andando nella direzione giusta».

Secondo lo studio le presenze nelle strutture ricettive dovrebbero segnare un +1,2% rispetto allo scorso anno. Previsti oltre 1,2 milioni di pernottamenti nel periodo delle festività, di cui circa 930 mila tra la fine dell’anno e l’Epifania: 762 mila le presenze italiane (-1,6%), oltre 505 mila i pernottamenti degli stranieri (+5,7%).

I risultati migliori sono attesi per le città e centri d’arte, +3,6%. Per le località di campagna e collina la stima indicherebbe una lieve crescita del +0,3%. Richieste di prenotazione in calo per le località della costa, del termale, della montagna e altro interesse. Il trend per le strutture alberghiere (+2,6%) è migliore rispetto a quello atteso per le imprese extra alberghiere (-1,3%).

Riguardo alle nazionalità, si conferma la prevalenza dei mercati tradizionali europei, con variazioni in crescita per francesi, svizzeri, britannici, olandesi, spagnoli, austriaci, belgi, polacchi, cechi e scandinavi. Tra i mercati extraeuropei si segnalano statunitensi, brasiliani, australiani, indiani e coreani. In flessione invece tedeschi, giapponesi e russi. Stabili canadesi e cinesi.

Per quanto riguarda la stima del consuntivo 2023, l’incremento totale si attesta sul 5,9%. L’anno dovrebbe chiudersi con oltre 45,2 milioni di pernottamenti e circa 14 milioni di arrivi. Presenze degli stranieri stimati in oltre 24,4 milioni, 20,8 milioni quelle italiane. Bene città d’arte (+11,4%) e località termali (+9,3%), seguite da campagna/collina e montagna (+7,7%). Flessione per balneare (-0,9%). I risultati migliori sono stimati per il settore alberghiero, +8,7%, grazie soprattutto alla forte spinta arrivata dai mercati stranieri. Più contenuto, ma comunque rilevante, l’aumento per le strutture extra alberghiere (+3,7%); anche in questo caso a trainare è stata la domanda estera, a differenza degli italiani che risulterebbero in flessione.

 

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