La divisione meeting spinge al rialzo il giro d’affari Best Western
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27 aprile 2007 10:43
Comincia in crescita il 2007 di Best Western Italia. Ed è in particolare la divisione meeting che riporta un andamento particolarmente buono, confermando la propria rilevanza all’interno del business della catena alberghiera. Il fatturato registrato solo dalle attività meeting condotte dall’ufficio interno alla sede, nel periodo marzo 2006/marzo2007 si è infatti attestato a 350.000 euro con una crescita del 60%; le prenotazioni giunte a buon fine inoltre si sono attestate ad una crescita del 60%. Le strutture affiliate alla catena dotate di spazi destinati ai meeting e alle convention sono 130 su un totale di 156 su tutto il territorio nazionale.
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La Tdac consentirà ai viaggiatori di pre-registrarsi e inviare i propri dati personali online, riducendo notevolmente i tempi di attesa all'immigrazione e migliorando l'efficienza complessiva nei punti di ingresso. Questa iniziativa si integra perfettamente con altri sistemi governativi chiave, come il sistema di e-visa del Dipartimento degli Affari Consolari e le procedure di screening sanitario del Dipartimento di Controllo delle Malattie.
Il lancio è supportato da una piattaforma online ora accessibile all'indirizzo ufficiale: tdac.immigration.go.th. La card deve essere compilata da tutti i viaggiatori stranieri – indipendentemente dal fatto che siano in possesso di un visto o meno – prima di arrivare in Thailandia per via aerea, terrestre o marittima.
I viaggiatori devono compilare la propria Tdac entro 72 ore (o 3 giorni) prima dell'arrivo. Il modulo online è suddiviso in diverse fasi: informazioni personali, dettagli sul viaggio e sull'alloggio, dichiarazione sanitaria e, infine, convalida.
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[post_content] => Sorgerà nella capitale Asuncìon il primo indirizzo del gruppo Minor in Paraguay. Il nuovo Nh Collection sarà parte di un complesso di oltre 70 piani, destinato a diventare l’edificio più alto della città e il quarto più alto del Sud America. Lo sviluppo includerà anche residence, uffici, spazi commerciali e parcheggi.
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[post_content] => Le nuove rotte inverno 2025/2026 di Star Clippers ai Caraibi vedranno l’esordio di Grenada come porto di partenza di itinerari inediti che toccheranno anche il Costa Rica orientale, la Giamaica e le Cayman a bordo del veliero Star Clipper. “Abbiamo grandi aspettative – commenta Birgit Gfölner, direttrice vendite per Italia e Svizzera Italiana – nei confronti di queste crociere e di questo nuovo porto, sulla scia del successo della novità Nizza per quanto riguarda la prossima stagione estiva: le cinque partenze dal porto francese tra settembre e ottobre 2025 stanno andando sold-out molto rapidamente”.
E per gli itinerari in partenza da Grenada, così come per le altre rotte dell’inverno 2025/2026, si applica ancora l’early booking discount (fino al 20% di sconto per le prenotazioni effettuate entro il 30 aprile 2025), ulteriore incentivo per clienti e agenzie alle prenotazioni anticipate. Accanto alle nuove rotte da Granada con itinerari di dieci e undici notti, pensate per soddisfare la crescente domanda di viaggi più lunghi ai Caraibi, vengono riproposti alcuni best-seller come le isole Grenadine e le Windward, protagoniste delle crociere in partenza da Barbados a bordo dell’ammiraglia Royal Clipper, o le isole del Tesoro e Leeward di Star Flyer con partenza da St. Maarten. “L’alternanza di due itinerari dal medesimo porto per ciascun veliero, di settimana in settimana, nasce per incentivare la vendita di due o più crociere consecutive, opzione sulla quale è previsto un ulteriore 5% di sconto”, spiega Birgit Gfölner.
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AXA ha completato oggi l'acquisizione del Gruppo Nobis (“Nobis”), a seguito della firma degli accordi preliminari annunciati il 1° agosto 2024 e delle approvazioni da parte delle Autorità competenti.
Secondo i termini dell'operazione, il corrispettivo iniziale per l'acquisizione ammonterà a 423 milioni di euro, con un potenziale Rappel fino a 55 milioni di euro, in linea con quanto annunciato al momento della firma dell'accordo.
L’operazione segna un ulteriore momento chiave nella crescita di AXA Italia nel Paese, dopo un 2024 in cui ha traguardato ottimi risultati in tutti i business strategici, con una raccolta premi complessiva in crescita del 22%, a 6,2 miliardi di euro, grazie anche allo straordinario contributo di una solida rete agenziale, e un risultato operativo di 0,2 miliardi di euro.
Mercati strategici
Patrick Cohen, Ceo di AXA European Markets & Health: “AXA riconferma il suo obiettivo di crescita nei mercati strategici e l'acquisizione del Gruppo Nobis rappresenta un passo importante per rafforzare la nostra presenza in Italia. Il Gruppo Nobis vanta una solida esperienza di crescita redditizia e contribuirà significativamente ad espandere e diversificare il nostro posizionamento nel mercato italiano, in particolare nel settore Retail Danni. Sono certo che insieme potremo cogliere nuove opportunità di crescita e innovazione. Benvenuti in AXA!”.
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Grazie all’acquisizione di Nobis, che ha chiuso il 2024 con premi lordi pari a 600 milioni di euro e un utile netto di 34 milioni, AXA Italia raggiunge un giro d’affari di 6,8 miliardi di euro, consolidando la 4° posizione nel settore Danni e guadagnando un punto di quota di mercato.
Nobis ha dimostrato ottimi risultati nel tempo e ha una rete ben diversificata, su cui AXA potrà contare, sostenendo una crescita profittevole.
Alla guida di Nobis, con il ruolo di Amministratore Delegato, Pietro Cazzola, già membro del Management Committee di AXA Italia, la cui nomina, con decorrenza 1° aprile 2025, è stata formalizzata dal Consiglio di Amministrazione di Nobis Assicurazioni S.p.A.
Chiara Soldano, ceo del Gruppo assicurativo AXA Italia: “Sono felice di dare il benvenuto alla squadra Nobis nella grande famiglia AXA. Nobis ha saputo tracciare un’importante storia di successo imprenditoriale in Italia e i nostri rispettivi punti di forza ci consentiranno di diventare un player sempre più rilevante in questo Paese e di portare ulteriore valore ai nostri clienti. Sono inoltre lieta di annunciare la nomina come Amministratore Delegato di Pietro Cazzola che saprà certamente valorizzare le specificità di ciascuno per esprimere appieno il potenziale di questa operazione”.
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[post_content] => La meeting industry in Italia rappresenta un comparto in forte espansione, in grado di generare una ricaduta economica positiva su strutture e territori coinvolti.
“La meeting industry ha un ruolo cruciale per il mondo del turismo nel nostro Paese. L’organizzazione di eventi e congressi attira numerosi partecipanti internazionali che, una volta arrivati in Italia, innescano un circolo virtuoso per il settore e per la nostra economia. Al di là del singolo evento, il viaggiatore investe nel pernotto, negli spostamenti e nelle visite culturali, andando a scoprire le bellezze italiane. La crescita del comparto Mice è significativa e rappresenta una leva di sviluppo per l’intero territorio nazionale” commenta Ivana Jelinic, amministratore delegato di Enit.
Come emerge dallo studio promosso da Enit in collaborazione con Federcongressi&eventi e realizzato da Aseri, Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, il settore Mice in Italia coinvolge annualmente più di 27 milioni di partecipanti provenienti da ogni parte del mondo, equivalente ad una spesa complessiva pari a quasi 9 miliardi di euro.
Secondo le ultime stime disponibili (relative all’annualità 2023), il 42% della spesa è rappresentato dall’alloggio (3.750.278.000 euro), il 29,9% è costituito dalla spesa per i trasporti (2.671.069.000 euro) sostenuta in Italia, riguardante sia i trasferimenti interni a lunga percorrenza a livello nazionale e regionale (trasporto aereo, ferroviario e automobilistico), sia gli spostamenti a livello locale (principalmente autobus e taxi).
Spesa
Il 15,9% è riferito alla spesa per la ristorazione sostenuta al di fuori sia dell’hotel dove il partecipante ha alloggiato, sia della struttura dove è stato ospitato l’evento (1.417.816.000 euro); il restante 12,2% della spesa totale è relativo ad acquisti e altre spese (beni per uso personale e spese per la fruizione di servizi culturali, ricreativi e di intrattenimento) pari a 1.094.020.000 euro.
A tutto questo bisogna poi sommare la spesa per la realizzazione di meeting, congressi ed eventi (catering e ristorazione interna, allestimenti e tecnologie, spazi e altri servizi) che vale più di 2 miliardi 800 milioni di euro, portando così il complessivo del contributo economico diretto del mondo Mice in Italia a ben 11 miliardi 746 milioni di euro. Una somma che si traduce in una spesa media giornaliera per singolo partecipante di circa 281€, cifra che aumenta se si considerano gli eventi di durata superiore a un giorno.
Spesa media giornaliera che risulta più elevata nel Nord Ovest del Paese, pari a circa 256 euro a livello complessivo, che raggiunge i 328€ al giorno se si prendono in considerazione solamente gli eventi che hanno registrato una durata superiore a un giorno. In quest’area geografica si concentra il 39,7% del totale della spesa per eventi e congressi, seguita dal Centro Italia (27,7%), Nord Est (23,6%) e Sud – Isole (9%).
Uno spaccato geografico direttamente proporzionale alla concentrazione delle sedi ospitanti gli eventi (alberghi con sale meeting, centri congressi e sedi fieristico congressuali, dimore storiche e molto altro): il Nord racchiude il 53,2% delle sedi totali e ha ospitato il 59 % degli eventi (crescita del +11,8%), il Centro possiede il 24,8% delle sedi e ha ospitato il 24,7% degli eventi complessivi (+13,4%), il Sud dispone del 13,8% delle sedi e ha ospitato il 10,2% degli eventi (+10%), chiudono le Isole con l’8,2% delle sedi ed il 6,1% degli eventi ospitati (+11,5%).
Interventi
“Il settore della meeting industry in Italia rappresenta un'importante opportunità di crescita economica e turistica. La significativa spesa generata dagli eventi e congressi non solo sostiene l'economia locale, ma promuove anche le meraviglie della nostra nazione a livello internazionale. È fondamentale continuare a investire in questo comparto strategico, che contribuisce a creare posti di lavoro e a valorizzare il patrimonio culturale italiano. Siamo impegnati a garantire un ambiente favorevole per questa industria, affinché possa prosperare e portare benefici a tutte le regioni del nostro territorio” afferma Daniela Santanchè, Ministro del Turismo.
“La pubblicazione di questo studio è molto importante perché certifica il valore dell’industria italiana dei congressi e degli eventi business. Va inoltre sottolineato che, rispetto al dato medio indicato dalla ricerca, il contributo economico del MICE risulta ancora più alto se si considerano gli eventi di più lunga durata e maggiore complessità quali i congressi associativi, soprattutto internazionali. In questo ambito emerge la maggiore capacità di attrattiva da parte delle destinazioni che investono per aumentare la propria competitività e, anche per questo, il congressuale è un settore del turismo con ancora ampi margini di crescita”, dichiara Gabriella Gentile, Presidente di Federcongressi&eventi.
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[post_content] => Gli ultimi dettagli sono ancora da definire, ma il progetto è in fase estremamente avanzata. C’è fermento tra i soci italiani presenti alla prima convention paneuropea del gruppo Bwh, in corso di svolgimento in questi giorni a Palma di Maiorca. La notizia passa di bocca in bocca ed è di quelle importanti: la divisione Italia & Malta assumerà presto anche la responsabilità del cluster Sud Europa e Med. “Il deal sarà finalizzato a breve, mentre il processo di integrazione dovrebbe durare circa un anno - spiega la ceo Italia e Malta, Sara Digiesi che insieme al presidente Walter Marcheselli sarà alla guida della nuova realtà ampliata -. Si tratta di una novità significativa, che aggiungerà un fatturato camere lordo totale che sfiora i 50 milioni di euro. Un’offerta che ovviamente ci impegneremo a sviluppare ulteriormente e che ci permetterà di avere più capacità contrattuale nei confronti sia dei fornitori, sia della nostra casa madre americana”.
Bwh Italia arriva peraltro da un ottimo 2024, chiuso con un giro d’affari stimato di 377 milioni di euro per i propri circa 170 hotel tricolori (+12 mln sul 2023, ndr) e ora si prepara a un altro anno di crescita. “Al momento l’outlook è particolarmente positivo, tanto che nei primi tre mesi dell’anno stiamo registrando prenotazioni on the book in aumento di una quota attorno al 13% in termini di ricavi medi per camera disponibile (revpar), corrispondenti a un incremento del 3,5% delle tariffe medie e del 9,5% di occupazione”.
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[post_content] => Maria Elena Rossi lascia l'Enit. E lo fa come si fa adesso, con un messaggio su Linkedin. Non so, è questione di forma e di altro. Sarebbe stato meglio un comunicato da parte dell'Enit in cui si salutava, si ringraziava e si augurava il meglio a Maria Elena Rossi. Forse sono ancora legato a vecchi schemi. Comunque l'ex direttrice marketing dell'Enit scrive così: «Arrivata la primavera, tempo di cambiamenti! Dopo 20 anni nel settore pubblico, di cui gli ultimi 7 in Enit, inizio una appassionante sfida professionale.
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Ringrazio i colleghi in Italia e all’estero, i partner istituzionali, i colleghi delle Regioni e dei territori e del Sistema Italia, gli stakeholder privati, i colleghi di European Travel Commission e delle NTOs internazionali per il costante scambio e arricchimento. Ringrazio il ministero del turismo e la governance di Enit per la fiducia.
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[post_content] => Boc Aviation ha firmato un nuovo un ordine fermo con Airbus per 70 aeromobili della famiglia A320neo: si tratta del più grande ordine mai siglato dalla società che è tra i principali noleggiatori di velivoli a livello mondiale.
«Questa transazione porterà il nostro portafoglio ordini Airbus a circa 200 aeromobili e porterà il totale delle nostre consegne di aeromobili Airbus a oltre 700 (compresi gli acquisti e i leaseback) dal nostro primo ordine nel 1996 - ha dichiarato Steven Townend, chief executive officer e managing director di Boc Aviation -. Questo ordine consolida la nostra posizione di uno dei primi cinque locatori operativi di aeromobili a livello mondiale e ci fornisce una forte pipeline di consegne per il prossimo decennio».
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[post_content] => Gli italiani non perdono la voglia di viaggiare, ma i rincari pesano sia sui turisti che sulle agenzie di viaggio. Per il turismo organizzato, il bilancio dei primi tre mesi dell’anno è in chiaro-scuro: e se da un lato l’aumento delle richieste dovrebbe dare una spinta ai fatturati, con un progresso stimato del +4,2% sul 2024, dall’altro continua la contrazione del margine operativo delle imprese, sotto assedio per l’incremento dei costi operativi (+9,2%) e di gestione delle imprese (+7%). È quanto emerge dall’indagine realizzata dal Centro Studi Turistici di Firenze, per Assoviaggi Confesercenti, su un campione di 738 agenzie di viaggi.
Gli italiani e i viaggi organizzati
La crescita dei fatturati è dovuta sia all’inflazione che a un lieve rafforzamento della domanda: complessivamente nei primi tre mesi hanno fatto un viaggio quasi 800mila italiani, di cui circa 600mila oltre confine, ma a seguito degli aumenti dei prezzi l’offerta di fascia media è diventata la soluzione più ricercata da chi ha un budget contenuto. Una fetta di clientela è comunque attratta dai pacchetti ‘innovativi ed esclusivi’, ma con un buon rapporto qualità-prezzo.
Il fatturato di adv
In base alle segnalazioni ricevute, si stima che il fatturato delle agenzie di viaggi nel I trimestre dell’anno abbia registrato un salto del +4,2% rispetto allo stesso periodo del 2024. Un risultato che corrisponde alle aspettative di inizio anno del 70,5% degli imprenditori intervistati, anche se con valutazioni differenti a seconda dell’area geografica. Infatti, i risultati migliori sono stati conseguiti dalle Agenzie del Nord Est (+5,9%) e del Nord Ovest (+4,7%), mentre per le imprese localizzate nel Centro e nelle regioni del Sud e Isole si stima una variazione del +3,7%. Complessivamente, il 42,6% del campione ha segnalato una tendenza di crescita, contro il 17,6% di segnalazioni di diminuzione e il 39,8% di stabilità sullo stesso periodo del 2024.
Le tariffe di servizi
Dopo un 2024 di inflazione persistente, anche nei primi mesi del 2025 sono stati registrati ritocchi tariffari da parte dei fornitori dei servizi, con inevitabili ripercussioni sia sui consumatori finali sia sulle imprese del turismo organizzato, che hanno rilevato un appesantimento del +9,2% di costi operativi. In particolare, si rileva il +11,5% dei servizi di trasporto. Anche i prezzi dei servizi di alloggio e ristorazione sono saliti in media del 12%, probabilmente influenzati dai maggiori costi energetici, mentre più contenuti risultano gli aumenti degli altri fornitori dei servizi.
I costi di gestione delle agenzie di viaggi
Il 65% del campione ha registrato aumenti medi anche per numerose voci di costo di gestione delle imprese: la stima del valore medio complessivo è del +7%. Le voci che hanno pesato maggiormente sono energia (con un boom del +12,9%) e polizze obbligatorie per l’esercizio dell’attività (+9,3%). In generale, tutte le voci hanno ricevuto segnalazioni di incremento, da telefonia e marketing digitale (+6,1%) al costo del lavoro (+4,5%).
Scendono le commissioni
Oltre alla crescita del fatturato del settore, i primi mesi del 2025 hanno fatto emergere altre dinamiche congiunturali che sicuramente avranno un riflesso sui margini operativi delle imprese. Va segnalato che il 24% del campione ha registrato una diminuzione delle commissioni riconosciute dai fornitori dei servizi, contro il 64% di segnalazioni di stabilità nei rapporti commerciali e il 12% di imprese che ha segnalato il segno più sul valore delle commissioni.
Rebecchi
“Gli italiani continuano a dimostrare un forte interesse per i viaggi, anche se l’aumento generalizzato dei costi ha ridotto l’accessibilità, in particolare per le famiglie della classe media”, commenta Gianni Rebecchi, presidente nazionale di Assoviaggi Confesercenti. “La corsa dei costi operativi e dei costi di gestione, inoltre, sta mettendo sotto pressione i margini delle imprese. Il rialzo delle tariffe energetiche, che ha visto un aumento quasi del 13%, insieme agli incrementi nel costo delle polizze obbligatorie e del lavoro, sta mettendo a dura prova il nostro comparto che, di fatto, è escluso dai benefici del Decreto Bollette. Bisognerebbe invece varare misure specifiche per aiutarlo a fronteggiare il picco dei costi energetici. Anche le polizze catastrofali obbligatorie non possono diventare l’ennesima voce di costo. Il 2025 sarà perciò l’anno in cui i margini netti devono essere attenzionati, nonché la bussola che orienta la gestione e le scelte per la propria impresa”.
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